Cucina

12 ottobre 2017 TOUR ALLA SCOPERTA DEI BISCOTTI PIEMONTESI - Parte 2

Il nostro viaggio alla scoperta dei biscotti piemontesi continua e si conclude con un dolce regalo per te...

Ripartiamo?

Il nostro tour “goloso” attraverso il Piemonte riparte: sei curioso di scoprire le prossime mete e i prossimi biscotti piemontesi? E dopo le Margheritine di Stresa, gli Acsenti di Biella, i Canestrelli di Borgofranco d’Ivrea, i Bocciolani di Vercelli e i Nocciolini di Chivasso, eccoci in provincia di Alessandria a parlare di…

 

Krumiri di Casale Monferrato

Il biscotto a forma di “baffi reali”: la leggenda narra che il pasticcere Domenico Rossi inventò i krumiri nel 1878 prendendo ispirazione dai baffi a manubrio del primo Re d’Italia, Vittorio Emanuele II. In breve tempo divennero un prodotto di eccellenza piemontese, caratterizzato da genuinità, unicità e bontà.

 

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Un vero e proprio capolavoro artigianale, difficile da imitare: in tanti ci hanno provato, ma solo tre famiglie conoscono la ricetta segreta: i Rossi, gli Ariotti e i Portinaro. A quanto pare il tocco magico non dipende tanto dagli ingredienti (farina bianca, zucchero, uova, burro e vaniglia), quanto dalla capacità di saperli amalgamare e dar loro la caratteristica forma e zigrinatura della superficie.

E lo sapevi che il nome del biscotto deriva da un liquore dell’epoca, il “Krumiro” appunto, che Domenico Rossi era solito bere con gli amici al Caffè della Concordia?

 

Baci di Dama di Tortona

Tu dammi mille baci, e quindi cento, poi dammene altri mille…”, così recitava la poesia di Catullo per Lesbia, il suo amore nel lontano I secolo a.C.

E così si potrebbe dire davanti ai biscotti romantici: i baci di Dama.  

Secondo la leggenda, questi biscotti nacquero quando il re Vittorio Emanuele II espresse il desiderio di assaggiare un nuovo dolce. Venne subito accontentato dal pasticcere di Casa Savoia, che pensando probabilmente alla propria amata, creò queste piccole tonde delizie che sembrano baciarsi romanticamente e unirsi con un godurioso strato di cioccolato fondente.  

 

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Stando alle testimonianze, però, pare che i “baci” siano nati nell’800 a Tortona, in provincia di Alessandria.

Per preparare i baci di Dama bastano farina, nocciole (Tonda e Gentile delle Langhe), zucchero, cioccolato fondente, burro e un pizzico di romanticismo. E tu ne hai?

 

Tirulen di Isola d’Asti

Il Tirulen è il tipico biscotto dolce amarognolo di Isola d’Asti, nato nel 1948 e il cui nome deriva dal fatto che nell’antichità l’impasto preparato veniva “tirato via” formando dei piccoli gnocchi passati nello zucchero e cotti al forno.

Gli ingredienti sono farina, zucchero, latte, burro, nocciole tritate, lievito in polvere e buccia grattugiata di limone. Che ne dici di abbinare i tirulen con un ottimo bicchiere di Barbera d’Asti o del Monferrato DOC?

 

Delizie in provincia di Cuneo

  • Paste di Meliga Cuneo
Di antiche origini contadine della provincia di Cuneo, le paste di Meliga sono biscotti friabili a base di farina di mais (o “melia” in dialetto piemontese), che nacquero dalla necessità di mischiare le due farine dato che il frumento era piuttosto scarso.

Gli ingredienti quindi sono: farina di mais, farina di frumento, burro, zucchero, uova, lievito e scorza di limone grattugiata.

La tradizione suggerisce di mangiare i frollini con lo zabaione oppure di inzupparli nel Barolo, il vino locale. Hai già provato?

Nel mese di settembre a Sant’Ambrogio di Torino si organizza tutti gli anni il Meliga Day: una manifestazione per festeggiare i biscotti di Meliga attraverso la storia, l’arte, la musica e il divertimento. E tu ci sei stato?

 
  • Quaquare di Genola
Le quaquare sono i biscotti a forma di cuore tipici di Genola, in provincia di Cuneo, di cui non si conoscono le origini poiché non ci sono fonti certe a datarle. Secondo alcuni, il nome deriva dal termine dialettale che indica i maggiolini, piccoli insetti molto diffusi nelle campagne del cuneese. Secondo altri, il nome fa riferimento al fatto che questi biscotti venivano sempre preparati durante il mese di volo dei maggiolini, cioè a maggio.

 

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Le quaquare si possono gustare a colazione, con il , con il bianco Moscato d’Asti DOCG o con il rosso Brachetto d’Acqui DOCG.

Inoltre, lo sai che nel comune di Genola gli abitanti hanno un forno comune nel quale cuociono le quaquare a turni prestabiliti? E pensa che in tre settimane si producono ben 3 quintali e mezzo di biscotti al giorno!

Ahimé, il nostro viaggio alla scoperta dei biscotti piemontesi si conclude qui, ma non il tuo: ti abbiamo dato spunti su alcune mete dove potresti andare ad assaggiare le dolci prelibatezze di cui abbiamo trattato. Quale sarà la prima? Quali biscotti desideri gustare?

Ah, non ci siamo dimenticati del tuo “dolce regalo piemontese”: eccolo qui!

 

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